Populus Mundi

From Gambia

Gambia sola andata, una speranza di nuova vita e lavoro

E’ il più piccolo stato africano, secondo per numero di arrivi in Italia, la lingua del leone la cui testa è il Senegal, che si abbevera nell’Oceano Atlantico. E’ il paese di Kunta Kinteh, il protagonista dello sceneggiato televisivo “Radici” che, alla fine degli anni ’70, ha fatto conoscere alla massa la storia della deportazione degli africani in America, come schiavi. Avevo solo poche informazioni in più quando sei anni fa sono arrivata per la prima volta in Gambia. Non sono entrata dalla “porta dorata” da cui entrano i turisti, ma da quella di sabbia e sudore che è privilegio dei gambiani. Protetta e supportata dal mio compagno, nato in Guinea Bissau e cresciuto in Gambia, avevamo deciso di trasferirci li dall’Italia per tornare alla realtà, recuperare il nostro potere di esseri umani. Continue reading

From Gambia

Dalla dittatura alla democrazia

1 DICEMBRE 2016
Democratiche elezioni in Gambia volute dal Presidente Jahja Jammeh, salito al potere 22 anni prima attraverso un colpo di stato, sicuro di vincere. La campagna elettorale è stata intensa, ricca di promesse e di vittime. Il paese è completamente isolato: non è possibile comunicare ne via telefono, ne via internet con l’estero. Questo per impedire che la stampa occidentale si intrometta in una questione interna. Il sistema di voto, in un paese in cui l’analfabetismo è quasi totale, è a peso. Diversi colori contraddistinguono i tre candidati. Ogni seggio ha tre grandi contenitori colorati e gli elettori inseriscono un peso di ferro nel bidone del candidato che preferiscono. Alla chiusura dei seggi i contenitori vengono pesati.
L’esito da come vincitore Adama Barrow sostenuto dalla Francia, e quindi dal Senegal, e dall’Inghilterra. Continue reading

From Gambia

La stagione più bella

Questi sono frutti di anacardio il cui nome deriva dalla forma a cuore del suo pomo. Durante la primavera gli alberi sono carichi di cuori rossi, gialli ed arancioni ed inizia un tempo felice per chi si occupa della raccolta di questi frutti . In quest’area dellAfrica si assiste ad una vera e propria migrazione temporanea da un paese all’altro per aggiudicarsi il lavoro nelle aziende agricole più grandi. Il pagamento non avverrà con il denaro ma direttamente con i frutti ed il raccoglitore lavorerà due giorni per il padrone ed uno per se’. Dal pomo si ricava un succo che diventerà poi vino che è una bevanda tradizionale usata anche nelle cerimomie sacre.Il seme, cioè il fagiolo verde che contiene quello che in occidente si mangia tostato e salato, è molto ambito dai bambini che spesso distruggono le colture incuranti del pomo , solo per poter averne un chilo il cui valore corrisponde esattamente al prezzo di un pallone da calcio e di un pane.

From Gambia

I nostri collaboratori : Modu

Modu. E’ un ragazzo di 14 anni orfano di entrambi i genitori, ha un leggero ritardo cognitivo probabilmente legato alla condizione di ristrettezza affettiva in cui è cresciuto. E’ scappato dal Senegal dove viveva in una scuola coranica e come molti altri bambini veniva inviato quotidianamente a chiedere l’elemosina. La pratica della questua, da parte dei bambini, è stata proibita in Gambia dall’ex Presidente, ma resta invece ampiamente diffusa in Senegal. Modu è arrivato in Gambia dove è sato accolto da una famiglia del villaggio di Babilon che gli offre ospitalità per la notte. Attraverso il nostro progetto, collaborando come aiutante, riceve quotidianamente un salario oltre ad avere i pasti garantiti. Il suo sorriso è cambiato.

From Gambia / News

Il nuovo furgone

Ed ecco il nuovo furgone dell’associazione comprato grazie ai contributi dello scorso anno! Arriva dal Belgio e per raggiungere la Gambia ha viaggiato a bordo di un container. Un mezzo che viene dall’Europa e non ha mai percorso queste strade polverose è considerato nuovo qui. E’ completamente integro esternamente, i sedili sono un po’ consumati ed il motore ha bisogno solo di qualche piccolo aggiustamento. Non ha la ruota di scorta, ha bisogno di un capiente portapacchi e dell’aggiunta di 3 sedili. Il fabbro è presto al lavoro ed ecco che anche le merci, gli animali e talvolta anche le persone avranno il loro posto in cima al furgone. Dopo aver pagato le necessarie autorizzazioni, l’assicurazione e i documenti di circolazione è pronto per lavorare. È adibito al trasporto di persone, percorre ogni giorno, dall’alba al tramonto, il tragitto che dal villaggio di Babilon porta a Lamin che si trova sulla strada principale. È un percorso di circa 7 kilometri. Può trasportare 14 passeggeri. Gli autisti si alternano, così come era stato pensato nel progetto, e vengono retribuiti quotidianamente. A loro viene offerta la colazione, il pranzo ed una speranza di un futuro migliore.

Appuntamenti

Cena gambiana. Siete tutti invitati!!!

Sabato 24 giugno 2017 alle ore 20.30

vi aspettiamo alla serata

“La casa di Roberto”

Il progetto “La casa di Roberto”, in onore di Roberto che è stato il primo bambino di cui l’Associazione onlus Popolus Mundi si è presa cura, ha l’obiettivo generale di prevenire l’emigrazione dal Gambia: ad emigrare sono quasi esclusivamente gli uomini che lasciano in patria la famiglia e così il numero delle vedove e degli orfani è in costante aumento, in una realtà dove, per una donna sola, le possibilità di sopravvivenza sono esigue.
Con tale progetto si cerca di: informare sulle reali politiche migratorie e dei contesti europei; creare posti di lavoro al fine di convincere le persone a rimanere nel proprio paese.
La serata sarà occasione di approfondimento rispetto al progetto e di conoscenza della realtà della Gambia attraverso un “reading teatrale” e si potrà dialogare con una migrante italiana che vive lì.
Si potranno inoltre assaggiare alcuni piatti tipici del West Africa.

La serata è ad offerta libera.

Se non puoi venire contribuisci con una donazione a Associazione onlus Popolus Mundi
IBAN IT 16 0088 4312 1000 0000 0523 843 Banca di Credito Cooperativo di Sant’Elena (Pd)

From Gambia

Il nostro primo articolo: Roberto l’ispiratore del progetto

Ciao a tutti mi chiamo Roberto ed ho ormai tre anni. Ne è passato di tempo da quando mia mamma ha saputo che il papà era morto, disperso nelle acque del Mar Mediterraneo, nel tentativo di raggiungere l’Europa. All’epoca ero ancora nella sua pancia e non sapevo che nascere nel sud del mondo da un papà che era nigeriano ed una mamma gambiana significasse nascere nell’incertezza. Continue reading